Ramadan al Ciak ma sull’affitto si tratta in extremis

La comunità islamica di Milano non lascia viale Jenner. In ogni caso ha intenzione di tenere lì, nella vecchia «moschea garage», la preghiera del tramonto e la festa di interruzione del digiuno: un momento di riunione – in cui si attendono 150-200 persone – prima di spostarsi per l’ultima preghiera, alla quale parteciperanno – secondo le previsioni – circa 400 persone. Oggi il presidente del Centro di viale Jenner Abdel Shaari e il direttore del teatro Ciak, Gian Mario Longoni, si incontreranno per tentare di definire l’aspetto economico dell’affitto. La direzione del teatro ha già rinunciato ad almeno due appuntamenti, ma l’accordo per settembre non è mai stato formalizzato. «Noi viviamo soprattutto di affitti e non riceviamo alcun contributo pubblico – ricorda Longoni -, c’è stata parecchia superficialità in questa vicenda. Nessuno mi ha cercato per un mese». E il Comune non è intenzionato ad intervenire economicamente.

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Luxuria sull’Isola, Caruso fra i lupi Ecco i desaparecidos della politica

Roma – Nel giorno in cui l’Italia torna a lavorare, è divertente ripercorrere il censimento di quelli che al lavoro non ci sono tornati. Ovvero i deputati trombati, non ricandidati, o non rieletti. A meno di un anno dalla fine della legislatura, l’almanacco dei destini possibili di coloro che erano in Parlamento è un repertorio molto interessante: c’è chi come l’ex deputato no global Francesco Caruso si dedica al censimento dei lupi, chi come Clemente Mastella si sottopone a diete ascetiche che possano favorire il reingresso in qualche Parlamento, chi si gode la pensione e chi, come l’ex capogruppo dei Verdi, Bonelli, è finito in Amazzonia, arruolato da un’organizzazione non governativa.

Caruso, che quando era eletto disseminava di piantine di marijuana le piante del Transatlantico di Montecitorio, allestiva picchetti e blocchi ferroviari, ha decisamente cambiato rotta. Adesso si sta occupando di un censimento faunistico nel Parco nazionale del Gran Sasso, mentre un altro leader della sinistra neocomunista, Oliviero Diliberto, ha avuto più fortuna o meno tormenti, perché aveva una cattedra universitaria, mai abbandonata nemmeno durante il mandato parlamentare (ha insegnato per due legislature a titolo gratuito), e la cosa ovviamente gli è tornata utile perché al contrario di molti altri non ha quell’effetto di straniamento marziano del reduce che torna dalla guerra. C’è chi ha capitalizzato l’immagine parlamentare per fare salti avanti nella sua carriera precedente, ed è il caso di Vladimir Luxuria, che ha annunciato in una lettera aperta a Liberazione: «Compagni, ho deciso, parteciperò all’Isola dei famosi».
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