Il Pd a Fini: “Ci aiuti sul voto agli immigrati”

Roma – Era stato uno dei primi a lanciare la proposta. Ora Gianfranco Fini, da presidente della Camera, si vede “spronare” dal leader del Pd Walter Veltroni ad affrontare quanto
prima in parlamento il tema del voto agli immigrati annunciando che sarà primo firmatario di una proposta di legge su questo
argomento. Diritto di voto agli stranieri per l’elezione delle amministrazioni locali, diritto di candidarsi. “La questione, sulla quale lei stesso qualche tempo fa dimostrò sensibilità e apertura, è quella del diritto di voto nelle elezioni
amministrative e nelle altre elezioni locali a tutti coloro che sono residenti in Italia da un certo numero di anni, anche se non in
possesso della cittadinanza italiana”.

Leggi e integrazione “A questo proposito nei prossimi giorni sarò
primo firmatario di una proposta di legge costituzionale. Le chiedo fin d`ora, con questa mia lettera, di adoperarsi per consentire la
sua più ampia discussione da parte della Camera dei deputati e di accelerarne quanto più possibile l’iter” prosegue Veltroni. “La politica – secondo il leader del Pd – ha una grande responsabilità, e deve fare estrema attenzione, respingendo il rischio
dell’egoismo sociale e rispondendo a domande non più rinviabili: come garantire, insieme, accoglienza e legalità, integrazione
sociale e sicurezza; come costruire comunità inclusive, dove ogni individuo che qui è nato o che qui vive e lavora da anni sia un
soggetto riconosciuto in quanto possiede dei diritti e dei doveri; come evitare che nelle nostre città si creino, nel segno della paura,
dei luoghi separati e non accessibili”.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287351

Entro l’anno la legge sul testamento biologico

A tirare fuori eutanasia e testamento biologico dal vaso di Pandora dove erano stati rinchiusi dopo il caso-Welby è stata la pronuncia dei giudici della Corte d’appello civile di Milano, che, dopo una sentenza della Cassazione, hanno stabilito che l’alimentazione forzata per Eluana Englaro, in stato vegetativo dal 1992, può essere interrotta.Una decisione, quella presa lo scorso 9 luglio dai magistrati, che ha subito riacceso le polemiche fra i sostenitori della «morte dolce», che l’hanno vissuta come una vittoria, e coloro che invece la ritengono «un insulto all’importanza della vita». Un partito che in prima linea vede il vescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, che subito dopo la sentenza ha parlato di «decisione abnorme, sia perché Eluana è una persona ancora in vita sia per come il giudice si è sostituito al legislatore». Una critica che la magistratura di Milano ha ritenuto infondata: «Abbiamo solo stabilito che un paziente che non è più in grado di difendersi – ha spiegato il giudice Amedeo Santosuosso – possa dire basta ai trattamenti medici».Chi non ha accettato l’intervento dei giudici è stato il Senato, dove il Pdl ha presentato una mozione, per sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione, ritenendo che la magistratura si stesse sostituendo al potere legislativo. Nel frattempo, migliaia di persone hanno aderito alla manifestazione lanciata da Giuliano Ferrara sulle pagine del Foglio e hanno depositato sul sagrato di piazza Duomo a Milano una bottiglietta d’acqua ciascuno, per testimoniare la volontà di non lasciar morire di sete Eluana.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287177