Vittime non del terremoto ma di un intero sistema sbagliato

E si continua a fare disinformazione anche per colpa di chi, pur avendone le reali competenze non ha la capacità di saper esprimere ‘alla portata’ di tutti, il vero problema, come nel caso di Paolo Stefanelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che, ospite di Porta a Porta ha gettato nel ridicolo l’intera categoria professionale.È il momento quindi di mettere un po’ d’ordine alle idee, cercando di dare un senso pratico a chi non è del mestiere.

Dal 1996 ad oggi, nel frattempo si è assistito al riordino delle Facoltà di Ingegneria ed Architettura, si sono stabiliti i criteri ordinistici di separzione all’interno degli albi professionali tra quelli laureati con il vecchio ordinamento e quelli con il nuovo, si sono introdotte le società di ingegneria rette da capitale economico e non basate su reali competenze professionali e colpo finale, per mano di Bersani si è dato il via alla liberalizzazione dell’attività professionale.

Tutto ciò ha comportato uno svilimento del sistema formativo universitario, l’impreparazione professionale, la mancanza di riscontro economico legato alla prestazione e dunque una diminutio nella qualità di progettazione, che risulta essere messa alla prova con la concorrenza spesso sleale che attuano i dipendenti statali con il doppio lavoro (non autorizzato) ed infine la continua evoluzione di software di calcolo al quale spesso, per negligenza, i progettisti si affidano senza verificare i risultati.

Ecco ancora che si continua a parlare impropriamente di terremoto e di instabilità delle costruzioni confondendo il concetto di ‘struttura portante’ che è il telaio per le costruzioni in cemento armato e l’intera muratura compatta per gli edifici storici.

Fonte:
http://www.articolo21.info/5174/editoriale/vittime-non-del-terremoto-ma-di-un-intero-sistema.html

Giusto chiudere i manicomi Sbagliato ignorare i malati gravi

Ho letto i commenti dei colleghi sulla legge 180, e sui suoi meriti, e non posso fare a meno di replicare: le loro osservazioni sono «fuori tema». Il tema non è se la chiusura dei manicomi sia stata una scelta giusta: è ovvio che sì, è stata una scelta giusta, come ribadito, recentemente anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità! Ma non prendiamoci in giro, per favore, il tema non è se sia giusto curare, e riabilitare i pazienti (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295338

«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

da MilanoC’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione – la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico – sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove – sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho – i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa – prosegue Ancelotti – è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287242

«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

da MilanoC’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione – la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico – sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove – sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho – i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa – prosegue Ancelotti – è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287242