Due personcine equilibrate

Chiaro che l’oppositore unico Antonio Di Pietro ora sosterrà Fabio De Pasquale, il pm che ha definito «criminogeno» il Lodo Alfano: e dimenticherà i tempi di Mani pulite, quando praticamente si odiavano. De Pasquale condusse l’indagine su Giorgio Strehler e chiese la pena massima: assolto con formula piena. Condusse un’altra indagine sui fondi Cee (le percentuali d’assoluzione furono mostruose) con Borrelli che dopo un paio di episodi dovette vietare i preannunci degli arresti da parte della polizia. Condusse un’altra inchiesta sull’Assolombarda che tutta la Camera giudicò «persecutoria» nel respingere (sinistre comprese) le richieste di autorizzazione a procedere contro due parlamentari liberali e due repubblicani. Condusse l’inchiesta su Gabriele Cagliari coi risvolti che sappiamo. Cercò più volte di interrogare Pierfrancesco Pacini Battaglia che però ogni volta si concedeva solo a Di Pietro. Cercò di arrestare il latitante Aldo Molino che però decise di consegnarsi solo a Di Pietro, con urla e litigate che in Procura ricordano ancor oggi: un capitano che lavorava per De Pasquale, Giancostabile Salato, oltretutto aveva fatto delle strane domande sui rapporti tra Molino e Di Pietro e nel suo computer personale, sequestrato, avevano trovato dei dossier contro Di Pietro. Ma ora è tutto dimenticato, a Di Pietro importa zero. Non sa avere nemici, chi non sa avere amici.

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Due morti, villa in fumo: il giallo di mister Lusso

Londra – Una dimora principesca andata a fuoco, dentro due corpi carbonizzati, il primo di una donna, l’altro forse di un uomo. Per ora queste sono le uniche certezze di un mistero che tiene da qualche giorno la Gran Bretagna con il fiato sospeso. Da martedì scorso per l’esattezza, il giorno in cui l’abitazione del multimiliardario Christopher Foster, a Maesbrook, nello Shropshire, è stata incendiata dolosamente. I vigili del fuoco ci hanno messo qualche giorno a domare l’incendio scoppiato in seguito ad una tremenda esplosione che aveva allertato i vicini di casa dei Foster.

Di loro intanto, nessuna traccia. Christopher, sua moglie Jillian e la figlia quindicenne Kirstie sembravano essere scomparsi nel nulla. Si temeva ovviamente che potessero trovarsi all’interno della casa al momento del rogo, ma i pompieri hanno potuto farsi largo tra le macerie rimaste soltanto venerdì. Dopo qualche ora di ricerche sono giunte le prime sconvolgenti conferme. Le squadre di soccorso hanno ritrovato due corpi senza vita, resi irriconoscibili dalle fiamme tanto che per risalire alla loro identità è stato necessario l’esame dell’arco dentale. Ieri la Bbc online ha rivelato che uno dei due appartiene alla moglie di Foster, mentre l’altro non sarebbe quello della figlia come ipotizzato da alcuni giornali, ma di un uomo non ancora identificato, forse proprio il marito. Vicino a loro c’era anche uno dei quattro cani di proprietà dei Foster e una pistola calibro 22 appartenuta a Christopher.
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Track e Beau, i figli soldati dei due vice voteranno il presidente da una base in Irak

St. Paul. Sarah Palin, governatrice dell’Alaska scelta venerdì dal candidato repubblicano John McCain come suo vice, ha presentato nel suo discorso in Ohio la sua famiglia: marito e cinque figli. Tra loro, Track, il diciannovenne che l’11 settembre del 2007 ha scelto di entrare nell’esercito e che l’11 settembre prossimo partirà per l’Irak, come ricordato dalla fiera madre al pubblico repubblicano. Un destino comune all’altro candidato alla vicepresidenza, Joe Biden, democratico e numero due di Barack Obama. Suo figlio, Beau Biden, un riservista della Marina, avvocato del Delaware di 39 anni e, si mormora, probabile successore al seggio del Senato del padre, partirà infatti per l’Irak pochi giorni dopo Track, il 3 ottobre. Beau ha fatto allusione alla sua partenza nel suo discorso introduttivo a quello del padre, il giorno in cui il vice di Obama ha parlato alla convention di Denver, dicendo che non potrà essere vicino al padre in novembre, durante il voto: «Quindi, ho un favore da chiedervi. Siate lì per mio padre, come lui lo è stato per me. Siate lì per Barack Obama, perché il Paese ha bisogno di lui».

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Sequestrato un arsenale di armi Due uomini finiscono in manette

Un arsenale in casa e in auto. Quattro pistole perfettamente funzionanti e pronte all’uso, centinaia di proiettili, caricatori, coltelli, passamontagna e guanti da chirurgo. Non ci vuole un genio per capire che le armi trovate dai carabinieri del comando provinciale Roma sono servite o sarebbero dovute servire per rapine, sequestri di persona, attentati. Due le persone finite in manette in altrettante operazioni dei militari di Ciampino e della compagnia di Anzio, il primo un 50enne dei Castelli Romani, l’altro un 32enne di Ardea che viaggiava, come se niente fosse, con una Beretta semiautomatica calibro 9, otto proiettili calibro 9 parabellum (di quelli in dotazione a polizia e carabinieri), 134 cartucce calibro 9×21 (da guerra), due proiettili 6×35, un coltello a serramanico di tipo proibito e materiale per camuffarsi. Come le calze di nylon, utilizzate da banditi e delinquenti senza scrupoli in azioni criminose. Nel primo caso il 50enne, un personaggio che ha collezionato una sfilza di precedenti penali, nascondeva nel suo appartamento e in garage una pistola semiautomatica calibro 9×21 bifilare completa di caricatore e munizioni, un revolver Colt calibro 357 magnum con relativi proiettili e un revolver calibro 6 con matricola abrasa. Armi particolari queste ultime due, utilizzate in genere per attentati di un certo spessore in quanto non lasciano tracce. Il bossolo, difatti, nel caso di una rivoltella viene trattenuto all’interno del tamburo e non viene espulso come succede per le semiautomatiche.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287328

Sequestrato un arsenale di armi Due uomini finiscono in manette

Un arsenale in casa e in auto. Quattro pistole perfettamente funzionanti e pronte all’uso, centinaia di proiettili, caricatori, coltelli, passamontagna e guanti da chirurgo. Non ci vuole un genio per capire che le armi trovate dai carabinieri del comando provinciale Roma sono servite o sarebbero dovute servire per rapine, sequestri di persona, attentati. Due le persone finite in manette in altrettante operazioni dei militari di Ciampino e della compagnia di Anzio, il primo un 50enne dei Castelli Romani, l’altro un 32enne di Ardea che viaggiava, come se niente fosse, con una Beretta semiautomatica calibro 9, otto proiettili calibro 9 parabellum (di quelli in dotazione a polizia e carabinieri), 134 cartucce calibro 9×21 (da guerra), due proiettili 6×35, un coltello a serramanico di tipo proibito e materiale per camuffarsi. Come le calze di nylon, utilizzate da banditi e delinquenti senza scrupoli in azioni criminose. Nel primo caso il 50enne, un personaggio che ha collezionato una sfilza di precedenti penali, nascondeva nel suo appartamento e in garage una pistola semiautomatica calibro 9×21 bifilare completa di caricatore e munizioni, un revolver Colt calibro 357 magnum con relativi proiettili e un revolver calibro 6 con matricola abrasa. Armi particolari queste ultime due, utilizzate in genere per attentati di un certo spessore in quanto non lasciano tracce. Il bossolo, difatti, nel caso di una rivoltella viene trattenuto all’interno del tamburo e non viene espulso come succede per le semiautomatiche.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287328