Vaccino Ricordiamoci del pap test per il tumore della cervice uterina

Più insidioso di quanto si pensi, il carcinoma della cervice uterina (i cui casi si sono moltiplicati negli ultimi vent’anni) è oggetto di studi in tutto il mondo. Si è appena conclusa la settimana europea di prevenzione di questo tumore con la presentazione a Verona di una monografia dedicata al papilloma virus (HPV), che è appunto la causa di questa patologia. Ne parliamo col professor Franco Borruto, co-autore del libro e cattedratico di endocrinologia.«Oggi – dice – abbiamo un’arma in più: la vaccinazione; non bisogna tuttavia rinunziare alla prevenzione secondaria, cioè al pap-test, che ci permette di scoprire in tempo utile le lesioni pre-cancerose. Uno dei rischi maggiori è che le giovani donne – che sono le più colpite da questo tumore – si ritengano totalmente protette dal vaccino e ritengano il pap-test inutile. Bisogna evitare questo errore. La protezione offerta dai vaccini è importante ma previene il 70 per cento dei carcinomi della cervice uterina. Nei restanti 30 è quindi necessario continuare i controlli con il pap-test. Allo stato attuale i risultati hanno evidenziato che la protezione contro il papilloma virus del tipo 16 e 18 dura almeno sei anni e ci sono studi recenti – basati su modelli matematici – che fanno prevedere un effetto prolungato per alcuni decenni; ma restano scoperti trenta casi su 100».La vaccinazione contro questo tipo di tumore è comunque preventiva e non terapeutica: non cura cioè le infezioni già presenti nelle adolescenti o nelle donne che hanno più di trent’anni; ma le evidenze sono nette: i vaccini riducono in maniera massiccia l’incidenza del carcinoma della cervice uterina e senza controindicazioni.

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Alla scoperta della tradizione con nove locali fedeli nel tempo

Domenica, nel Convention Centre di via Gattamelata, zona Vigorelli, avrà inizio il quinto congresso di Identità Golose, identitagolose.it. Fino a mercoledì sfileranno una settantina di cuochi e ristoratori, pasticcieri e gelatieri per fare il punto su quanto di meglio bolle in pentola nel mondo.Evento riservato agli addetti ai lavori, ha nel Fuori Congresso il momento di apertura verso Milano e chi ha desidero di scoprire la cucina d’autore che spesso, sbagliando, viene confusa con quella creativa. Conta piuttosto la capacità dello chef di imprimere il suo timbro ai piatti. Tradizione e innovazione procedono a braccetto e questo spiega perché il Fuori Congresso è articolato in insegne creative di chef come Cracco e Berton (Trussardi), Leemann (Joia) e Sadler, Moroni (Aimo e Nadia) e Sironi (Bulgari), Oldani (D’O) e Varese (Viviana, sola donna nel gruppo), Perdomo (Ponte de Ferr) e Gozzoli (Park Hyatt), diciotto in tutto, e altre nove più legate alla storia di Milano, ai suoi sapori e i suoi saperi come la Trattoria Milanese di Giuseppe e Antonella Villa in via Santa Marta, 02.86451991. Nonno Giuseppe aprì lì, strada stretta, fascinosa e buia il 1° gennaio 1933. Suo nipote è in sala (e non in cucina) a proporre piatti segnati in una carta lunga, come si usava un tempo, sempre quelli. Le novità quasi non si colgono perché sono minime, tempo fa la mozzarella di bufala, più vicino a noi la crescenza con la mostarda di marroni.

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MITO, al via la saga della musica

Sarà la colonna sonora che accompagna il rientro dalle vacanze: per una volta la saga diviene MiTo, il gemellaggio musicale più trendy dell’asse Milano-Torino. Stasera tocco di diapason: a dare il la alla Scala sarà Mariss Jansons, in un concerto già tutto esaurito, ma l’haute couture della musica milanese prevede, fino al 25 settembre, una sfilata di generi per un palinsesto di 108 concerti in città e oltre, a Bergamo, Cremona, Lecco, Monza e Morbegno.
Sotto la Madonnina è tutto un tintinnare di conti e un allargarsi di sorrisi: i 25 mila biglietti già venduti fanno vacillare il tetto dei 160 mila staccati lo scorso anno. Domani da non perdere il concerto delle 21 al Conservatorio: la Filarmonica di Helsinki esegue musiche di Bartok, Musorgskij, Rachmaninov e Ravel. Mercoledì alle 15 ecco una matinée al Manzoni con una maratona pianistica che prende le mosse da Beethoven Al chiar di luna per proseguire con Schumann, Liszt, Mozart ed Haydn.
Giovedì alle 13 in Piazza Mercanti, ecco un modo per indorare la pillola della prima settimana lavorativa post ferie, con una pausa pranzo a base di Jazz e Swing. Fra i «fuori porta» della settimana, da non perdere, venerdì alle 21, al teatro Sociale di Lecco, l’appuntamento con Gershwin e la sua Rapsodia in Blu con contorno di improvvisazioni per piano, contrabbasso e percussioni, mentre a Milano sarà «scontro fra Titani» con l’orchestra della Rai al Conservatorio e Zubin Metha agli Arcimboldi con il Maggio musicale fiorentino ad eseguire l’Eroica di Beethoven e, di Wagner, l’ouverture dal Tannhaeuser e il preludio e morte dal Tristano e Isotta.
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Gilardino spegne i sogni della Juventus di Nedved

A inizio match la Fiorentina macina gioco, ma conclude solo da lontano con Almiron (un ex) e Vargas che però non impensieriscono Buffon. La Juve, prima assopita, si sveglia al 39’: azione di Grygera sulla destra, assist per Nedved che insacca a porta vuota. Del Piero avrebbe l’opportunità di raddoppiare ma Frey gli dice no (45’). Nella ripresa la Fiorentina pressa la Juventus che però sembra poter controllare il vantaggio. Ma al 44 arriva il gol di Gilardino: aggira Mellberg e batte Buffon segnando l’1-1. Amauri prova il nuovo sorpasso nel finale con un gran tiro ma Frey blinda l’1-1.

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Luxuria sull’Isola, Caruso fra i lupi Ecco i desaparecidos della politica

Roma – Nel giorno in cui l’Italia torna a lavorare, è divertente ripercorrere il censimento di quelli che al lavoro non ci sono tornati. Ovvero i deputati trombati, non ricandidati, o non rieletti. A meno di un anno dalla fine della legislatura, l’almanacco dei destini possibili di coloro che erano in Parlamento è un repertorio molto interessante: c’è chi come l’ex deputato no global Francesco Caruso si dedica al censimento dei lupi, chi come Clemente Mastella si sottopone a diete ascetiche che possano favorire il reingresso in qualche Parlamento, chi si gode la pensione e chi, come l’ex capogruppo dei Verdi, Bonelli, è finito in Amazzonia, arruolato da un’organizzazione non governativa.

Caruso, che quando era eletto disseminava di piantine di marijuana le piante del Transatlantico di Montecitorio, allestiva picchetti e blocchi ferroviari, ha decisamente cambiato rotta. Adesso si sta occupando di un censimento faunistico nel Parco nazionale del Gran Sasso, mentre un altro leader della sinistra neocomunista, Oliviero Diliberto, ha avuto più fortuna o meno tormenti, perché aveva una cattedra universitaria, mai abbandonata nemmeno durante il mandato parlamentare (ha insegnato per due legislature a titolo gratuito), e la cosa ovviamente gli è tornata utile perché al contrario di molti altri non ha quell’effetto di straniamento marziano del reduce che torna dalla guerra. C’è chi ha capitalizzato l’immagine parlamentare per fare salti avanti nella sua carriera precedente, ed è il caso di Vladimir Luxuria, che ha annunciato in una lettera aperta a Liberazione: «Compagni, ho deciso, parteciperò all’Isola dei famosi».
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Arrestato in Macedonia: è la “belva della Marsica”

Roma – Lo battezzarono la “belva della Marsica” per la sua ferocia. Era l’inverno del 1986 quando fu arrestato per aver violentato e
ucciso Marina Cairoli, studentessa di Avezzano, mentre si era
appartata in auto con il fidanzato, Antonio Torelli.

Violenza, sequestro e atti di libidine Oltre a quel
crimine, una sfilza di altri terribili delitti, tra cui violenza privata,
sequestro di persona, ratto al fine di libidine e violenza sessuale nei
confronti di una bambina di sette anni.
Condannato all’ergastolo, nel novembre 2005 il 41enne serbo
Nenad Vrbanovic Vrbanovic aveva fruito di un permesso concesso
dal magistrato di Sorveglianza di Firenze, senza però fare rientro
nell’istituto di pena di Sollicciano (Firenze), dandosi alla latitanza.

Arrestato in Macedonia Nei giorni scorsi la polizia della Fyrom (Former Yugoslav Republic
of Macedonia), in collaborazione con gli agenti dell’Interpol di Roma,
lo hanno nuovamente arrestato.
Nenad Vrbanovic è fratello di Ljubisa, detto “Manolo”, anch’egli
responsabile di efferati delitti commessi in Italia tra la fine degli anni
’80 ed inizio dei ’90, come il pluriomicidio della famiglia Viscardi
commesso a Pontevico. “Manolo” è attualmente detenuto in
Serbia per espiare la pena per i delitti commessi.
E’ stata già avviata dall’Interpol la procedura per l’estradizione in Italia.

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