Vittime non del terremoto ma di un intero sistema sbagliato

E si continua a fare disinformazione anche per colpa di chi, pur avendone le reali competenze non ha la capacità di saper esprimere ‘alla portata’ di tutti, il vero problema, come nel caso di Paolo Stefanelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che, ospite di Porta a Porta ha gettato nel ridicolo l’intera categoria professionale.È il momento quindi di mettere un po’ d’ordine alle idee, cercando di dare un senso pratico a chi non è del mestiere.

Dal 1996 ad oggi, nel frattempo si è assistito al riordino delle Facoltà di Ingegneria ed Architettura, si sono stabiliti i criteri ordinistici di separzione all’interno degli albi professionali tra quelli laureati con il vecchio ordinamento e quelli con il nuovo, si sono introdotte le società di ingegneria rette da capitale economico e non basate su reali competenze professionali e colpo finale, per mano di Bersani si è dato il via alla liberalizzazione dell’attività professionale.

Tutto ciò ha comportato uno svilimento del sistema formativo universitario, l’impreparazione professionale, la mancanza di riscontro economico legato alla prestazione e dunque una diminutio nella qualità di progettazione, che risulta essere messa alla prova con la concorrenza spesso sleale che attuano i dipendenti statali con il doppio lavoro (non autorizzato) ed infine la continua evoluzione di software di calcolo al quale spesso, per negligenza, i progettisti si affidano senza verificare i risultati.

Ecco ancora che si continua a parlare impropriamente di terremoto e di instabilità delle costruzioni confondendo il concetto di ‘struttura portante’ che è il telaio per le costruzioni in cemento armato e l’intera muratura compatta per gli edifici storici.

Fonte:
http://www.articolo21.info/5174/editoriale/vittime-non-del-terremoto-ma-di-un-intero-sistema.html

Vaccino Ricordiamoci del pap test per il tumore della cervice uterina

Più insidioso di quanto si pensi, il carcinoma della cervice uterina (i cui casi si sono moltiplicati negli ultimi vent’anni) è oggetto di studi in tutto il mondo. Si è appena conclusa la settimana europea di prevenzione di questo tumore con la presentazione a Verona di una monografia dedicata al papilloma virus (HPV), che è appunto la causa di questa patologia. Ne parliamo col professor Franco Borruto, co-autore del libro e cattedratico di endocrinologia.«Oggi – dice – abbiamo un’arma in più: la vaccinazione; non bisogna tuttavia rinunziare alla prevenzione secondaria, cioè al pap-test, che ci permette di scoprire in tempo utile le lesioni pre-cancerose. Uno dei rischi maggiori è che le giovani donne – che sono le più colpite da questo tumore – si ritengano totalmente protette dal vaccino e ritengano il pap-test inutile. Bisogna evitare questo errore. La protezione offerta dai vaccini è importante ma previene il 70 per cento dei carcinomi della cervice uterina. Nei restanti 30 è quindi necessario continuare i controlli con il pap-test. Allo stato attuale i risultati hanno evidenziato che la protezione contro il papilloma virus del tipo 16 e 18 dura almeno sei anni e ci sono studi recenti – basati su modelli matematici – che fanno prevedere un effetto prolungato per alcuni decenni; ma restano scoperti trenta casi su 100».La vaccinazione contro questo tipo di tumore è comunque preventiva e non terapeutica: non cura cioè le infezioni già presenti nelle adolescenti o nelle donne che hanno più di trent’anni; ma le evidenze sono nette: i vaccini riducono in maniera massiccia l’incidenza del carcinoma della cervice uterina e senza controindicazioni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325121

Monito del Vaticano: “Assassino chi smette di nutrire Eluana”

Nove giudici in ermellino, nove giuristi di navigata esperienza. È nelle loro mani che da ieri sera sta l’ultima parola sulla vita e la morte di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo da sedici anni. Ma stamattina, quando i nove componenti le Sezioni unite civili della Cassazione si ritroveranno in camera di consiglio per iniziare la discussione, sul loro tavolo peserà come un macigno l’intervento che – nelle stesse ore in cui si apriva l’udienza di ieri – il Vaticano ha compiuto per riaffermare che per la Chiesa non esiste margine di discussione: sospendere i trattamenti che tengono in vita Eluana sarebbe un assassinio. «Una cosa mostruosa», dice il cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Consiglio Pontificio per la Salute.
Sono le 14,26 di ieri quando l’Ansa batte la dichiarazione di Barragán: «Privarla dell’alimentazione significa ammazzarla». Poco dopo il 75enne porporato messicano precisa: «Non intendevo in alcun modo intervenire sulla Corte». Ma tempi, modi e toni dell’intervento non lasciano dubbi. Il Vaticano non è disposto ad assistere inerte a quello che sarebbe il primo caso ufficiale di morte assistita – per non dire di eutanasia – nella storia giudiziaria italiana.
Solo tra qualche giorno si saprà se e quanto l’intervento vaticano sia riuscito a farsi sentire nelle stanze marmoree della Cassazione.

L’udienza di ieri termina senza che sia possibile in alcun modo fare ipotesi sull’orientamento dei giudici.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305372

Zarate e Hamsik, i cugini del gol…

È vero, l’1-4 è un po’ bugiardo. Perché per tutto il primo tempo della Lazio non s’è vista l’ombra e difesa e centrocampo hanno regalato perle di desolazione da lasciar senza parole. Per dirne una, l’esordio di Carrizo e la sua interpretazione del ruolo per così dire alla sudamericana hanno riportato alla mente i drammatici fasti di Muslera (più d’uno ha chiesto notizie di Ballotta…). E garantito alla tifoseria un intervallo da incubo. Domanda d’obbligo (con annessi scongiuri): ma vuoi vedere che quest’anno va anche peggio dello scorso campionato? E invece no. Perché piazzarne quattro in trasferta – seppure con il viatico di un rigore (netto) con tanto di espulsione (generosa) – è pur sempre risultato di tutto rispetto. E perché Zarate s’è presentato con un gol d’antologia, che l’avesse segnato un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ce lo farebbero rivedere a ciclo continuo per tutta la settimana. Insomma, un buon inizio. Perché le capacità tecniche ci sono (vedi anche Lichtsteiner) e un certo carattere s’intravede. Eppoi che dire? Sarà un segno che nell’esatto istante in cui Zarate ha piazzato il pallonetto del 1-2, l’Olimpico s’è goduto la rovesciata di Hamsik? Ma no, certo che no.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287263

Il prezzo del petrolio in picchiata: verso i 100 dollari al barile

New York – Il petrolio non ferma la discesa e va
sotto 106 dollari; il nuovo minimo è a 105,46. I futures a
questo punto potrebbero correre in giornata verso i cento
dollari.

L’effetto Gustav Il petrolio ha così infranto una
resistenza importante, posta appunto a 110 dollari, con la
conseguenza che a questo punto i futures potrebbero scendere
rapidamente fino a cento dollari. Il ribasso è stato dovuto al
ridimensionarsi dell’effetto-Gustav, cioè dei timori legati al
passaggio dell’ uragano. Ma al tempo stesso la quotazione del
greggio sta calando in concomitanza con le debolezza dell’ euro,
oggi ad un passo dallo scendere sotto 1,45 dollari.
Oltre a questo pesano le previsioni ’nerè circa le
prospettive dell’ economia mondiale, in particolare la
possibilità di un forte rallentamento delle economie emergenti
che hanno sospinto all’ insù vistosamente negli ultimi tempi i
prezzi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287364

La storia all’ombra del re Sole

Cade decisamente a proposito la pubblicazione, presso Mondadori, del volume di Max Gallo, Il Re Sole. A rompere la noia – e la banalità, per lo più – della chiacchiera ferragostana s’era affacciata una nuova provocazione intorno all’eterno dibattito su come si debba fare e scrivere la storia in una società di massa: se rigorosamente, sempre e solo, sulla base e sotto traccia di una rigorosa documentazione, o se affidandosi all’abbrivio, all’inventiva e – perché no – alla fantasia del romanziere.

Apparentemente è una questione trita e ritrita, e un po’ anche vieta. In realtà rappresenta una sfida culturale del massimo rilievo civile, oltre che di grande spessore scientifico. Solleva, infatti, un dilemma centrale della riflessione storiografica cui i cultori della materia non possono sfuggire. Ma tocca anche un nervo scoperto del costume civile e della democrazia «materiale» del nostro Paese: bulimico di passione politica, anoressico di riflessioni e di letture critico-formative. Un nervo scoperto che è anche – e, forse, soprattutto – dell’establishment culturale, segnatamente dell’accademia: perennemente pensosa delle magnifiche sorti e progressive della nostra stentata democrazia, ma anche incorreggibilmente elitaria, al fondo disinteressata a fornire una letteratura popolare, capace cioè di raggiungere e interessare il largo pubblico.

Il dilemma, per restare al campo storico che qui ci preme trattare, è unire una ricerca rigorosa sull’argomento scelto e una resa narrativa efficace, così come si conviene appunto al pubblico di una società di massa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287212