yemen tre anni guerra armi che devastano vita dei civili arrivano sauditi usa

In uno sviluppo positivo, nel settembre 2017 il Consiglio Onu dei diritti umani ha approvato una risoluzione che chiede a un gruppo di esperti di indagare sulle violazioni commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto dello Yemen e di identificarne ove possibile i responsabili.

Il 19 settembre 2017, con 301 voti contrari e 120 a favore, la Camera dei deputati ha respinto una mozione che chiedeva al governo di bloccare la vendita di armi a paesi in guerra o responsabili di violazioni dei diritti umani come disposto dalla legge 185/1990, dalla Costituzione italiana e dal Trattato internazionale sul commercio delle armi.

Sotto tiro, in particolare, la città di Ta’iz, colpita da colpi di mortaio e di artiglieria a gennaio e febbraio del 2018.

Dall’inizio del 2018 Amnesty International ha seguito due processi del Tribunale penale speciale sotto il controllo degli Huthi, terminati con quattro condanne a morte, nei confronti di Hamid Haydara, esponente della comunità baha’i, e di Asmaa al-Omeissy, Saeed al-Ruwaished e Ahmed Bawazeer, accusati di aver collaborato con uno stato nemico.

Track e Beau, i figli soldati dei due vice voteranno il presidente da una base in Irak

St. Paul. Sarah Palin, governatrice dell’Alaska scelta venerdì dal candidato repubblicano John McCain come suo vice, ha presentato nel suo discorso in Ohio la sua famiglia: marito e cinque figli. Tra loro, Track, il diciannovenne che l’11 settembre del 2007 ha scelto di entrare nell’esercito e che l’11 settembre prossimo partirà per l’Irak, come ricordato dalla fiera madre al pubblico repubblicano. Un destino comune all’altro candidato alla vicepresidenza, Joe Biden, democratico e numero due di Barack Obama. Suo figlio, Beau Biden, un riservista della Marina, avvocato del Delaware di 39 anni e, si mormora, probabile successore al seggio del Senato del padre, partirà infatti per l’Irak pochi giorni dopo Track, il 3 ottobre. Beau ha fatto allusione alla sua partenza nel suo discorso introduttivo a quello del padre, il giorno in cui il vice di Obama ha parlato alla convention di Denver, dicendo che non potrà essere vicino al padre in novembre, durante il voto: «Quindi, ho un favore da chiedervi. Siate lì per mio padre, come lui lo è stato per me. Siate lì per Barack Obama, perché il Paese ha bisogno di lui».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287180

Quei protagonisti al di là dei numeri uno

«O protagonisti o nessuno». Alla fine delle Olimpiadi il titolo del Meeting di Rimini, che apre i battenti domani, potrebbe essere immediatamente inteso secondo la mentalità dominante: chi non è il primo non conta. Scorrendo attentamente il programma del Meeting ci si accorge invece che il modello proposto è agli antipodi. Infatti gente «comune», eppure eccezionale, come Marguerite Barankitse (Premio internazionale Onu per i rifugiati), Rose Busingye (impegnata con le donne malate di Aids in Uganda), Cleuza e Marcos Zerbini (alla guida di un grande movimento sociale di ex favelados a San Paolo del Brasile), Salih Osman (Premio Sacharov 2007 per il suo impegno tra e per i rifugiati del Darfur), i carcerati protagonisti della mostra «Libertà va cercando, ch’è sì cara. Vigilando redimere», mostrano che si può vivere da protagonisti, cioè coscienti di chi si è, soddisfatti e rispettosi delle proprie esigenze profonde, e vincere anche in situazioni proibitive e senza chiamarsi Phelps. Al Meeting si vuole verificare questa evidenza nei tre grandi ambiti in cui l’uomo di oggi incontra le maggiori sfide. La pace: di fronte a una situazione internazionale in cui, ad onta dello spirito olimpico, rinascono continuamente venti di guerra, violenze contro l’uomo e egoismi nazionalistici, il Meeting rilancerà il suo appello per l’amicizia tra i popoli, chiamando a discutere protagonisti nello scenario internazionale, quali il segretario della Lega araba Amre Moussa, il presidente dell’Unione europea Barroso, l’ambasciatrice Usa in Vaticano Mary Ann Glendon, il segretario di Stato vaticano monsignor Mamberti, il cardinal Tauran.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285016