yemen tre anni guerra armi che devastano vita dei civili arrivano sauditi usa

In uno sviluppo positivo, nel settembre 2017 il Consiglio Onu dei diritti umani ha approvato una risoluzione che chiede a un gruppo di esperti di indagare sulle violazioni commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto dello Yemen e di identificarne ove possibile i responsabili.

Il 19 settembre 2017, con 301 voti contrari e 120 a favore, la Camera dei deputati ha respinto una mozione che chiedeva al governo di bloccare la vendita di armi a paesi in guerra o responsabili di violazioni dei diritti umani come disposto dalla legge 185/1990, dalla Costituzione italiana e dal Trattato internazionale sul commercio delle armi.

Sotto tiro, in particolare, la città di Ta’iz, colpita da colpi di mortaio e di artiglieria a gennaio e febbraio del 2018.

Dall’inizio del 2018 Amnesty International ha seguito due processi del Tribunale penale speciale sotto il controllo degli Huthi, terminati con quattro condanne a morte, nei confronti di Hamid Haydara, esponente della comunità baha’i, e di Asmaa al-Omeissy, Saeed al-Ruwaished e Ahmed Bawazeer, accusati di aver collaborato con uno stato nemico.

«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

da MilanoC’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione – la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico – sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove – sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho – i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa – prosegue Ancelotti – è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287242

«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

da MilanoC’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione – la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico – sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove – sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho – i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa – prosegue Ancelotti – è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287242

Pedrosa e la Honda che figura Capirossi record di Gp: 277

9 a Valentino Rossi. Se Stoner non avesse sbagliato, probabilmente questa volta non avrebbe vinto, ma se Casey è caduto è solo perché alle sue spalle c’era Valentino, capace di replicare in fotocopia i giri da primato dell’australiano. L’anno scorso, di questi tempi, Rossi veniva dato da qualcuno sul viale del tramonto, oggi ha eguagliato il primato di 68 successi nella classe regina di Giacomo Agostini. 4 a Casey Stoner capace di perdere per la seconda volta consecutiva, dopo aver dominato le prove in lungo e in largo. Stoner usa sempre la stessa tattica: parte come un missile e comincia a spingere fortissimo fin dal primo secondo. Che non sia il caso di cambiare strategia?3 alla Honda che a stagione in corso ha deciso che dalla prossima gara sostituirà le Michelin con le Bridgestone ma, naturalmente, solo per cocco Pedrosa. Una volta i giapponesi erano campioni del mondo di onore, oggi sono campioni del mondo di figuracce. Solo di quello, perché in pista prendono bastonate a ripetizione.3 a Daniel Pedrosa che in una conferenza stampa pubblica ha ripetuto più volte di non aver chiesto le Bridgestone, per poi dichiarare in un comunicato di «ringraziare la Michelin per aver assecondato le mie richieste». Oltre a dimostrarsi non all’altezza di Rossi e Stoner in pista, si conferma uomo di poco carattere, incapace di assumersi le sue responsabilità.8 a Jorge Lorenzo capace di tornare sul podio dopo mesi di paura. Dopo le tante bastonate prese si è dato una calmata e, lavorando sulla concentrazione, è tornato quello di inizio stagione: tra i giovani emergenti, è sicuramente il più forte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287282

Zarate, che esordio: «E pensare che ho iniziato male»

La Lazio, pardon, la «Dea bendata» sbanca lo stadio Sant’Elia e allontana in un amen gli spettri d’un inizio di campionato deludente. Siamo sinceri, i biancocelesti stavolta hanno beneficiato di una dose di fortuna non indifferente per ottenere il blitz sardo e l’1-4 finale tutto è, tranne che dimostrazione di superiorità. Sotto col gioco e in svantaggio fino al minuto numero numero 62, i laziali hanno sfruttato della dabbenaggine del capitano degli isolani, Lopez, che invece di rinviare un pallone facile-facile l’ha svirgolato e poi colpito con la mano, fornendo al signor Bergonzi l’assist per l’espulsione e il conseguente rigore. Così Zarate ha dato il «la» alla rimonta, conclusa con un roboante poker griffato una seconda volta dall’argentino, poi da Foggia (che in maniera signorile e da buon ex non ha esultato, nonostante i fischi del pubblico) e dal solito Pandev.Delle due l’una: o Claudio Lotito è un uomo fortunato oppure un genio sotto il punto di vista manageriale. «Zarate è meglio di Messi», aveva annunciato il patron portando il sudamericano a Formello e se il buongiorno si vede dal mattino, adesso bisognerà studiare a fondo il caso-Lotito, che più viene bistrattato e più miete successi. Per la cronaca al novantesimo il buon Mauro (che viste le mode potremmo definire lo «special one» di Formello) s’è detto «felice per questo trionfo e per la buona prova offerta.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287333