Nel ’68 l’aveva presentato così: «Inutile parlarne, non capireste»

Nostro inviato a Venezia«Arrestatemi» disse Carmelo Bene al piantone del commissariato del Lido di Venezia, il giorno dopo non essere stato premiato con il Leone d’oro per Nostra Signora dei Turchi, ma solo con quello d’argento. «Cosa avete fatto?» gli chiese il poliziotto sbalordito. «Ancora niente, ma voglio uccidere il ministro del Turismo e dello Spettacolo». A trent’anni Carmelo Bene era già Carmelo Bene, e aveva ragione il direttore della Mostra Luigi Chiarini quando, rispondendo ai contestatori che giudicavano la mostra reazionaria, aveva replicato che Nostra Signora dei Turchi bastava e avanzava per fare la rivoluzione. Ripresentato ieri nella sezione «Questi fantasmi» in una versione che lo recupera integralmente, il film è un diluvio di immagini e di trovate, affascinante, incomprensibile e a volte noioso, trionfo visivo e avanspettacolo, con la celebre phoné del suo autore a fare i primi passi. Nei cinema fu un disastro: presentato in una sala di Torino, più di una volta finì con le poltrone divelte e tirate contro lo schermo e il regista che alla cassa dava indietro i soldi dicendo: «Lei è un cretino». Raccontarne la trama non avrebbe senso, anche perché non c’è, cedere la parola allo stesso Bene aiuta, forse, a capire meglio: «Sono un anarchico, non rispetto nessuna specie di conformismo. Come tragica farsa della vita interiore (o solitudine) di un personaggio-situazione, o meglio di una situazione che si fa personaggio, questo mio film è un’opera di auto-contestazione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287226

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Pedrosa e la Honda che figura Capirossi record di Gp: 277

9 a Valentino Rossi. Se Stoner non avesse sbagliato, probabilmente questa volta non avrebbe vinto, ma se Casey è caduto è solo perché alle sue spalle c’era Valentino, capace di replicare in fotocopia i giri da primato dell’australiano. L’anno scorso, di questi tempi, Rossi veniva dato da qualcuno sul viale del tramonto, oggi ha eguagliato il primato di 68 successi nella classe regina di Giacomo Agostini. 4 a Casey Stoner capace di perdere per la seconda volta consecutiva, dopo aver dominato le prove in lungo e in largo. Stoner usa sempre la stessa tattica: parte come un missile e comincia a spingere fortissimo fin dal primo secondo. Che non sia il caso di cambiare strategia?3 alla Honda che a stagione in corso ha deciso che dalla prossima gara sostituirà le Michelin con le Bridgestone ma, naturalmente, solo per cocco Pedrosa. Una volta i giapponesi erano campioni del mondo di onore, oggi sono campioni del mondo di figuracce. Solo di quello, perché in pista prendono bastonate a ripetizione.3 a Daniel Pedrosa che in una conferenza stampa pubblica ha ripetuto più volte di non aver chiesto le Bridgestone, per poi dichiarare in un comunicato di «ringraziare la Michelin per aver assecondato le mie richieste». Oltre a dimostrarsi non all’altezza di Rossi e Stoner in pista, si conferma uomo di poco carattere, incapace di assumersi le sue responsabilità.8 a Jorge Lorenzo capace di tornare sul podio dopo mesi di paura. Dopo le tante bastonate prese si è dato una calmata e, lavorando sulla concentrazione, è tornato quello di inizio stagione: tra i giovani emergenti, è sicuramente il più forte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287282

Incidente mortale sulla via Flaminia

È costato la vita a un uomo di 64 anni residente a Roma, un incidente che si è verificato verso le 21.15 di sabato e che ha coinvolto due autovetture che viaggiavano sulla via Flaminia, nei pressi di Rignano. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, l’uomo si trovava con sua moglie a bordo di una Fiat 500 quando una Mini Cooper ha invaso la sua corsia, causando lo scontro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287326

Quei protagonisti al di là dei numeri uno

«O protagonisti o nessuno». Alla fine delle Olimpiadi il titolo del Meeting di Rimini, che apre i battenti domani, potrebbe essere immediatamente inteso secondo la mentalità dominante: chi non è il primo non conta. Scorrendo attentamente il programma del Meeting ci si accorge invece che il modello proposto è agli antipodi. Infatti gente «comune», eppure eccezionale, come Marguerite Barankitse (Premio internazionale Onu per i rifugiati), Rose Busingye (impegnata con le donne malate di Aids in Uganda), Cleuza e Marcos Zerbini (alla guida di un grande movimento sociale di ex favelados a San Paolo del Brasile), Salih Osman (Premio Sacharov 2007 per il suo impegno tra e per i rifugiati del Darfur), i carcerati protagonisti della mostra «Libertà va cercando, ch’è sì cara. Vigilando redimere», mostrano che si può vivere da protagonisti, cioè coscienti di chi si è, soddisfatti e rispettosi delle proprie esigenze profonde, e vincere anche in situazioni proibitive e senza chiamarsi Phelps. Al Meeting si vuole verificare questa evidenza nei tre grandi ambiti in cui l’uomo di oggi incontra le maggiori sfide. La pace: di fronte a una situazione internazionale in cui, ad onta dello spirito olimpico, rinascono continuamente venti di guerra, violenze contro l’uomo e egoismi nazionalistici, il Meeting rilancerà il suo appello per l’amicizia tra i popoli, chiamando a discutere protagonisti nello scenario internazionale, quali il segretario della Lega araba Amre Moussa, il presidente dell’Unione europea Barroso, l’ambasciatrice Usa in Vaticano Mary Ann Glendon, il segretario di Stato vaticano monsignor Mamberti, il cardinal Tauran.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285016