Il Pd a Fini: “Ci aiuti sul voto agli immigrati”

Roma – Era stato uno dei primi a lanciare la proposta. Ora Gianfranco Fini, da presidente della Camera, si vede “spronare” dal leader del Pd Walter Veltroni ad affrontare quanto
prima in parlamento il tema del voto agli immigrati annunciando che sarà primo firmatario di una proposta di legge su questo
argomento. Diritto di voto agli stranieri per l’elezione delle amministrazioni locali, diritto di candidarsi. “La questione, sulla quale lei stesso qualche tempo fa dimostrò sensibilità e apertura, è quella del diritto di voto nelle elezioni
amministrative e nelle altre elezioni locali a tutti coloro che sono residenti in Italia da un certo numero di anni, anche se non in
possesso della cittadinanza italiana”.

Leggi e integrazione “A questo proposito nei prossimi giorni sarò
primo firmatario di una proposta di legge costituzionale. Le chiedo fin d`ora, con questa mia lettera, di adoperarsi per consentire la
sua più ampia discussione da parte della Camera dei deputati e di accelerarne quanto più possibile l’iter” prosegue Veltroni. “La politica – secondo il leader del Pd – ha una grande responsabilità, e deve fare estrema attenzione, respingendo il rischio
dell’egoismo sociale e rispondendo a domande non più rinviabili: come garantire, insieme, accoglienza e legalità, integrazione
sociale e sicurezza; come costruire comunità inclusive, dove ogni individuo che qui è nato o che qui vive e lavora da anni sia un
soggetto riconosciuto in quanto possiede dei diritti e dei doveri; come evitare che nelle nostre città si creino, nel segno della paura,
dei luoghi separati e non accessibili”.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287351

MITO, al via la saga della musica

Sarà la colonna sonora che accompagna il rientro dalle vacanze: per una volta la saga diviene MiTo, il gemellaggio musicale più trendy dell’asse Milano-Torino. Stasera tocco di diapason: a dare il la alla Scala sarà Mariss Jansons, in un concerto già tutto esaurito, ma l’haute couture della musica milanese prevede, fino al 25 settembre, una sfilata di generi per un palinsesto di 108 concerti in città e oltre, a Bergamo, Cremona, Lecco, Monza e Morbegno.
Sotto la Madonnina è tutto un tintinnare di conti e un allargarsi di sorrisi: i 25 mila biglietti già venduti fanno vacillare il tetto dei 160 mila staccati lo scorso anno. Domani da non perdere il concerto delle 21 al Conservatorio: la Filarmonica di Helsinki esegue musiche di Bartok, Musorgskij, Rachmaninov e Ravel. Mercoledì alle 15 ecco una matinée al Manzoni con una maratona pianistica che prende le mosse da Beethoven Al chiar di luna per proseguire con Schumann, Liszt, Mozart ed Haydn.
Giovedì alle 13 in Piazza Mercanti, ecco un modo per indorare la pillola della prima settimana lavorativa post ferie, con una pausa pranzo a base di Jazz e Swing. Fra i «fuori porta» della settimana, da non perdere, venerdì alle 21, al teatro Sociale di Lecco, l’appuntamento con Gershwin e la sua Rapsodia in Blu con contorno di improvvisazioni per piano, contrabbasso e percussioni, mentre a Milano sarà «scontro fra Titani» con l’orchestra della Rai al Conservatorio e Zubin Metha agli Arcimboldi con il Maggio musicale fiorentino ad eseguire l’Eroica di Beethoven e, di Wagner, l’ouverture dal Tannhaeuser e il preludio e morte dal Tristano e Isotta.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287310

Anche i cinefili riabilitano Risi Tutti in coda per I Mostri

Venezia – Come le grandi famiglie e le patate, il cinema italiano ha il meglio sottoterra. Dunque è coerente il titolo «Questi fantasmi» per la retrospettiva che include grandi registi considerati per decenni meno grandi della trimurti Antonioni-Fellini-Visconti. Con questa Mostra – a qualcosa serve… – il distacco fra alcuni di «questi fantasmi» (Mario Bonnard, Vittorio Caprioli, Duilio Coletti, Claudio Gora, Mario Monicelli, Dino Risi…) e la trimurti si ridurrà. Poi scomparirà: i tabù erosi crollano di schianto.

Giulietta degli spiriti di Fellini, Identificazione di una donna di Antonioni, Gruppo di famiglia in un interno di Visconti non valevano molto nemmeno quando uscirono, anche agli occhi della critica che ne parlava bene per devozione personale ai registi in questione. Fra trenta e quarant’anni, queste opere della decadenza, di autori comunque grandi, sono schiacciate dal confronto – per citare uno solo dei vari possibili esempi – con I mostri, ieri riproposto al Lido in versione restaurata con l’aggiunta di frammenti di due episodi non completati.

Anche se i frammenti esumati dagli archivi della Cineteca nazionale – guidata proprio da Sergio Toffetti, che con Tatti Sanguineti ha ideato la rassegna – non aggiungono nulla al valore del film di Dino Risi, si rivede I mostri, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, come si riascolterebbe un oracolo col senno di poi. Nei Mostri – presentato ieri insieme al documentario tv Dino Risi – c’è infatti la rappresentazione dei vizi d’allora (1962) e l’intuizione che essi sarebbero diventati così comuni da lasciare indifferenti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287219

Le bellezze d’Italia sfregiate da sigle senza senso

Una semplice esortazione al ministro Bondi. Caro ministro, cominciamo a restaurare le parole. Non aveva fatto un richiamo alla difesa della lingua italiana, nelle sedi istituzionali europee, anche il presidente del Consiglio? E, dovendola difendere, non sarà bene che la lingua italiana sia bella? Proprio il ministero (per la Cultura, non per i Beni culturali) dovrebbe dare l’esempio, sbarazzandosi di quella terminologia ideologica che trasformò la «Patria» in «Paese», il «paesaggio» in «territorio», gli studiosi» in «operatori culturali», i «critici d’arte» in «curatori indipendenti», e analoghe amenità.Occorre poi, caro ministro, bruciare quell’insolente logo, con la grottesca sigla verticale Mibac, modestissima espressione di provincialismo grafico, nella patria di Raffaello: una indecifrabile silhouette blu. E poi le sigle Darc, Maxxi: ma dove siamo? La lingua di Petrarca, umiliata dal Mibac. Possiamo ripartire da lì. Ridare dignità alle parole. Direzione generale e Sopraintendenze ai Monumenti; Direzione generale e Sopraintendenze ai Musei e alle Gallerie; Direzione generale e Sopraintendenze al Patrimonio Storico e Artistico delle Province; Direzione generale e Sopraintendenze alle Antichità (o Archeologiche)… Altro che: Beni architettonici, artistici, edemoetnoantropologici, ma va’ là! I Beni: espressione materialistica, propria del diritto fallimentare e avvocatesca, nata da funzionari amministrativi (non certo eredi di Winckelmann, di Mengs, di Cicognara), contrapposta al Bene (assoluto, singolare, morale); e soprattutto al Bello (ideale).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287202