Giusto chiudere i manicomi Sbagliato ignorare i malati gravi

Ho letto i commenti dei colleghi sulla legge 180, e sui suoi meriti, e non posso fare a meno di replicare: le loro osservazioni sono «fuori tema». Il tema non è se la chiusura dei manicomi sia stata una scelta giusta: è ovvio che sì, è stata una scelta giusta, come ribadito, recentemente anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità! Ma non prendiamoci in giro, per favore, il tema non è se sia giusto curare, e riabilitare i pazienti (…)

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Alitalia: nuovi soci Ma ora spunta l’ostacolo Ryanair

Milano – Giornata decisiva, ieri, per il futuro di Alitalia. Il Senato ha dato infatti il via libera al decreto legge che modifica la legge Marzano sulla ristrutturazione delle grandi aziende in crisi, e poco dopo l’assemblea dei soci Cai ha votato all’unanimità il ripristino dell’offerta per l’acquisto della compagnia aerea. I due passaggi-chiave, peraltro ampiamente previsti, sono fondamentali per definire gli scenari futuri. Tagliato «su misura» per Alitalia, ma con una valenza generale per il salvataggio di tutte le grandi imprese in crisi, il decreto del governo spiana infatti la strada al piano di salvataggio della compagnia. Tra le novità introdotte dal Senato, l’aumento da uno a due euro della tassa d’imbarco, a sostegno degli ammortizzatori sociali e la scadenza al 30 giugno 2009 delle norme Antitrust. In serata arriva una dichiarazione del commissario Augusto Fantozzi: «Il cash flow della compagnia è molto peggiorato e quella situazione finanziaria che era meno tesa 20 o 15 giorni fa adesso è più tesa». Ma alla domanda se si possa arrivare alla revoca della licenza, Fantozzi ha risposto: «Ormai credo proprio di no».

Dal canto loro, gli azionisti Cai, oltre a ratificare il ripristino dell’offerta per Alitalia e gli accordi sindacali sottoscritti con le organizzazioni dei lavoratori, hanno discusso sulla scelta del partner internazionale e sulla possibilità dell’ingresso di nuovi soci.

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Due personcine equilibrate

Chiaro che l’oppositore unico Antonio Di Pietro ora sosterrà Fabio De Pasquale, il pm che ha definito «criminogeno» il Lodo Alfano: e dimenticherà i tempi di Mani pulite, quando praticamente si odiavano. De Pasquale condusse l’indagine su Giorgio Strehler e chiese la pena massima: assolto con formula piena. Condusse un’altra indagine sui fondi Cee (le percentuali d’assoluzione furono mostruose) con Borrelli che dopo un paio di episodi dovette vietare i preannunci degli arresti da parte della polizia. Condusse un’altra inchiesta sull’Assolombarda che tutta la Camera giudicò «persecutoria» nel respingere (sinistre comprese) le richieste di autorizzazione a procedere contro due parlamentari liberali e due repubblicani. Condusse l’inchiesta su Gabriele Cagliari coi risvolti che sappiamo. Cercò più volte di interrogare Pierfrancesco Pacini Battaglia che però ogni volta si concedeva solo a Di Pietro. Cercò di arrestare il latitante Aldo Molino che però decise di consegnarsi solo a Di Pietro, con urla e litigate che in Procura ricordano ancor oggi: un capitano che lavorava per De Pasquale, Giancostabile Salato, oltretutto aveva fatto delle strane domande sui rapporti tra Molino e Di Pietro e nel suo computer personale, sequestrato, avevano trovato dei dossier contro Di Pietro. Ma ora è tutto dimenticato, a Di Pietro importa zero. Non sa avere nemici, chi non sa avere amici.

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Chiare, fresche e dolci acque, tre secoli dipinti in Arno

L’Arno, una storica vena d’acqua che ha trasportato per secoli imbarcazioni con preziosi carichi. Il marmo, a esempio, l’«oro bianco», che dalle Apuane partiva per cantieri e botteghe del mondo. Per questo Seravezza, una delle tre città della Versilia medicea, con Stazzema e Pietrasanta, ha deciso di dedicare una mostra all’iconografia del fiume: «Terre d’Arno. Paesaggi e cultura nella pittura italiana tra fine Seicento e metà Novecento». Un itinerario che restituisce, attraverso un centinaio di immagini di grandi artisti, la vita del fiume lungo tutto il suo complesso corso: pesca, feste, regate, lavandaie e renaioli. Un’attività inimmaginabile oggi. Nel passato, l’Arno era pulito, trasparente e vitale. Vi si faceva Il bagno, come racconta un bel dipinto del 1898 di Egisto Ferroni, in cui una giovane madre immerge divertita uno dei suoi figli nell’acqua. Le Bilance a Bocca d’Arno, firmato nel 1895 da Niccolò Cannicci, presenta una realtà ancora in parte presente: le reti che alla foce di Marina di Pisa dondolano tra barche e capanne. Ma anche le capanne stanno per sparire.LA MOSTRA«Terre d’Arno. Paesaggi e cultura nella pittura italiana tra fine Seicento e metà Novecento». Seravezza, Palazzo Mediceo. Sino al 12 ottobre. Catalogo Bandecchi&Vivaldi. Info: http://www.palazzomediceo.com.

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