Anno 1958, il miracolo italiano fa nascere l’arte moderna

La seconda guerra mondiale è terminata da oltre un decennio, trasformazioni radicali investono i modi di produrre e di consumare, di vivere il presente e progettare il futuro. La profondità di quella grande trasformazione, di quello che fu definito «miracolo italiano», e i molteplici effetti che esso produsse all’interno della riflessione artistica, vengono ripercorsi da «Time & Place: Milano-Torino 1958-1968», indagine a tutto campo sui tratti specifici di una «modernità rivoluzionaria» che si va affermando nell’arco di un decennio nei poli industriali della Penisola.La rassegna, organizzata dal Moderna Museet di Stoccolma, aperta fino al 7 settembre, vede l’Italia al centro dell’analisi e trova in Rio de Janeiro e Los Angeles gli altri punti di focalizzazione di un periodo storico caratterizzato da una sperimentazione di forme e pensiero forse unica nella storia recente. In questa chiave di lettura, l’intelligente indagine del direttore Lars Nittve consiste proprio nel precisare ragioni e radici concettuali diverse da quelle imperanti nei manuali, enucleando l’Arte Povera quale specimen di una particolare riflessione italiana e non semplice declinazione minimal o tardiva degenerazione delle istanze astratto-espressioniste e Pop. La nascita di un’identità italiana viene individuata nella rassegna proprio nel ’58, anno in cui John Cage, invitato a Milano da Luciano Berio e Lucio Fontana, sviluppa i suoi tagli per i celebri Concetti spaziali.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287215

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