IL PROGRAMMA

In concorsoSüt (Milk)Semih KaplanogluBirdwatchers – La terra degli uomini rossiMarco BechisVegas: Based on a True StoryAmir NaderiQuesti fantasmiI mostriDino RisiIl grido della terraDuilio ColettiSezione orizzontiIn ParaguayRoss McElweeVoy a ExplotarGerardo Naranjo

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Giallo sulla morte di un attivista anti-Cremlino

Mosca. Incidente o assassinio? Rimane il giallo sulla morte ieri di un attivista anti-Cremlino dell’Inguscezia, piccola Repubblica autonoma della Federazione russa nel Caucaso. Il sito ingushetiya.ru scrive che il suo proprietario, Magomed Yevloyev, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Per l’agenzia russa Interfax, Yevloyev è rimasto ucciso durante un «incidente» mentre la polizia lo stava arrestando. Era stato fermato all’aeroporto di Nazran, di ritorno da Mosca con un aereo sul quale viaggiava anche il presidente Murat Ziazikov. Ingushetiya.ru è molto popolare ed i suoi redattori hanno subito già numerose minacce di morte. Secondo Eco di Mosca, il sito aveva diffuso la notizia che il Parlamento locale sta raccogliendo firme per una richiesta formale di indipendenza da Mosca.

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Due morti, villa in fumo: il giallo di mister Lusso

Londra – Una dimora principesca andata a fuoco, dentro due corpi carbonizzati, il primo di una donna, l’altro forse di un uomo. Per ora queste sono le uniche certezze di un mistero che tiene da qualche giorno la Gran Bretagna con il fiato sospeso. Da martedì scorso per l’esattezza, il giorno in cui l’abitazione del multimiliardario Christopher Foster, a Maesbrook, nello Shropshire, è stata incendiata dolosamente. I vigili del fuoco ci hanno messo qualche giorno a domare l’incendio scoppiato in seguito ad una tremenda esplosione che aveva allertato i vicini di casa dei Foster.

Di loro intanto, nessuna traccia. Christopher, sua moglie Jillian e la figlia quindicenne Kirstie sembravano essere scomparsi nel nulla. Si temeva ovviamente che potessero trovarsi all’interno della casa al momento del rogo, ma i pompieri hanno potuto farsi largo tra le macerie rimaste soltanto venerdì. Dopo qualche ora di ricerche sono giunte le prime sconvolgenti conferme. Le squadre di soccorso hanno ritrovato due corpi senza vita, resi irriconoscibili dalle fiamme tanto che per risalire alla loro identità è stato necessario l’esame dell’arco dentale. Ieri la Bbc online ha rivelato che uno dei due appartiene alla moglie di Foster, mentre l’altro non sarebbe quello della figlia come ipotizzato da alcuni giornali, ma di un uomo non ancora identificato, forse proprio il marito. Vicino a loro c’era anche uno dei quattro cani di proprietà dei Foster e una pistola calibro 22 appartenuta a Christopher.
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Track e Beau, i figli soldati dei due vice voteranno il presidente da una base in Irak

St. Paul. Sarah Palin, governatrice dell’Alaska scelta venerdì dal candidato repubblicano John McCain come suo vice, ha presentato nel suo discorso in Ohio la sua famiglia: marito e cinque figli. Tra loro, Track, il diciannovenne che l’11 settembre del 2007 ha scelto di entrare nell’esercito e che l’11 settembre prossimo partirà per l’Irak, come ricordato dalla fiera madre al pubblico repubblicano. Un destino comune all’altro candidato alla vicepresidenza, Joe Biden, democratico e numero due di Barack Obama. Suo figlio, Beau Biden, un riservista della Marina, avvocato del Delaware di 39 anni e, si mormora, probabile successore al seggio del Senato del padre, partirà infatti per l’Irak pochi giorni dopo Track, il 3 ottobre. Beau ha fatto allusione alla sua partenza nel suo discorso introduttivo a quello del padre, il giorno in cui il vice di Obama ha parlato alla convention di Denver, dicendo che non potrà essere vicino al padre in novembre, durante il voto: «Quindi, ho un favore da chiedervi. Siate lì per mio padre, come lui lo è stato per me. Siate lì per Barack Obama, perché il Paese ha bisogno di lui».

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Così i frati non aiutano il Vangelo: la carità non converte i musulmani

Un campeggio musulmano nel convento francescano di Sassoferrato forse non è che un piccolo episodio fra i tanti che testimonia la rinuncia della Chiesa a far vivere il Vangelo. I Francescani vantano il loro spirito di carità (oggi si chiama «accoglienza», «dialogo») ma sanno benissimo che lo spirito di carità non converte i musulmani al cristianesimo e che fra poco il Vangelo morirà a causa della morte dei suoi «portatori». Questa è la durissima verità cui devono riflettere oggi i Religiosi, francescani e non francescani, cui devono riflettere tutti i cristiani, sia i politici che i semplici sudditi, ma soprattutto deve riflettere la Chiesa: o ci si impegna a predicare il Vangelo oppure lo spirito di carità dei Francescani contribuirà a farlo sparire più presto.Il cristianesimo è in grave crisi. Il cattolicesimo in particolare mostra ferite profonde, sia a livello di credenti, sia e ancor più nelle sue strutture portanti, quelle strutture che fin quasi dalle origini hanno permesso alla Chiesa di radicarsi in Europa e di farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Parlo, ovviamente, degli Ordini religiosi, dai Benedettini ai Francescani, ai Domenicani, ai Gesuiti, che vedono oggi i loro noviziati quasi del tutto deserti; parlo del clero diocesano che, non soltanto è sempre meno numeroso, ma è privo di mordente, ripiegato stancamente su parole logorate dall’uso e vuote di contenuto.
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Sequestrato un arsenale di armi Due uomini finiscono in manette

Un arsenale in casa e in auto. Quattro pistole perfettamente funzionanti e pronte all’uso, centinaia di proiettili, caricatori, coltelli, passamontagna e guanti da chirurgo. Non ci vuole un genio per capire che le armi trovate dai carabinieri del comando provinciale Roma sono servite o sarebbero dovute servire per rapine, sequestri di persona, attentati. Due le persone finite in manette in altrettante operazioni dei militari di Ciampino e della compagnia di Anzio, il primo un 50enne dei Castelli Romani, l’altro un 32enne di Ardea che viaggiava, come se niente fosse, con una Beretta semiautomatica calibro 9, otto proiettili calibro 9 parabellum (di quelli in dotazione a polizia e carabinieri), 134 cartucce calibro 9×21 (da guerra), due proiettili 6×35, un coltello a serramanico di tipo proibito e materiale per camuffarsi. Come le calze di nylon, utilizzate da banditi e delinquenti senza scrupoli in azioni criminose. Nel primo caso il 50enne, un personaggio che ha collezionato una sfilza di precedenti penali, nascondeva nel suo appartamento e in garage una pistola semiautomatica calibro 9×21 bifilare completa di caricatore e munizioni, un revolver Colt calibro 357 magnum con relativi proiettili e un revolver calibro 6 con matricola abrasa. Armi particolari queste ultime due, utilizzate in genere per attentati di un certo spessore in quanto non lasciano tracce. Il bossolo, difatti, nel caso di una rivoltella viene trattenuto all’interno del tamburo e non viene espulso come succede per le semiautomatiche.
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11’ st

ROMA7 DONI. Parate a ripetizione nel momento più difficile della gara, bravo a chiudere su Lavezzi in uscita, sul gol può poco.5,5 CICINHO. Torna titolare dopo il diverbio con Spalletti, ma tranne qualche lancio non sembra in grande giornata (dal 19’ st MENEZ 5. Da rivedere, ma l’errore sotto porta è clamoroso).5,5 MEXES. Rischia grosso, come a San Siro, su un retropassaggio al portiere. Non dà mai sicurezza al reparto.6 JUAN. Meglio del francese, anche se qualche buco lo lascia anche lui.5,5 RIISE. Inserimento difficile, pochi spunti anche se si propone spesso a sinistra (dal 27’ st TONETTO SV).6,5 DE ROSSI. L’assist per Aquilani è sublime, prende in mano la squadra e cala solo nel finale per il gran caldo.6 PIZARRO. Va a tratti, forse soffre l’afa del pomeriggio. Due o tre giocate da ricordare.5,5 CASSETTI. Come esterno destro a centrocampo non è certo Taddei, sembra svagato e poco incisivo.6,5 AQUILANI. Un gol al debutto (come l’anno scorso a Palermo) e un rigore forse negato. Ottimo impatto con la stagione.5 JULIO BAPTISTA. Spaesato, lontano dalla porta non può essere incisivo. Anche lui da rivedere (dal 36’ st OKAKA SV).5,5 VUCINIC. Inizio confortante, ma da punta centrale non riesce a essere pericoloso.All. SPALLETTI 5,5. Roma un po’ sulle gambe, colpa delle assenze e di una condizione ancora non eccelsa. NAPOLI6 IEZZO. Attento sui palloni alti e quelli vaganti, incolpevole sul gol.5 SANTACROCE. Rovina una buona prova con un rosso evitabile.
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