«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

da MilanoC’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione – la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico – sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove – sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho – i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa – prosegue Ancelotti – è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti.
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Entro l’anno la legge sul testamento biologico

A tirare fuori eutanasia e testamento biologico dal vaso di Pandora dove erano stati rinchiusi dopo il caso-Welby è stata la pronuncia dei giudici della Corte d’appello civile di Milano, che, dopo una sentenza della Cassazione, hanno stabilito che l’alimentazione forzata per Eluana Englaro, in stato vegetativo dal 1992, può essere interrotta.Una decisione, quella presa lo scorso 9 luglio dai magistrati, che ha subito riacceso le polemiche fra i sostenitori della «morte dolce», che l’hanno vissuta come una vittoria, e coloro che invece la ritengono «un insulto all’importanza della vita». Un partito che in prima linea vede il vescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, che subito dopo la sentenza ha parlato di «decisione abnorme, sia perché Eluana è una persona ancora in vita sia per come il giudice si è sostituito al legislatore». Una critica che la magistratura di Milano ha ritenuto infondata: «Abbiamo solo stabilito che un paziente che non è più in grado di difendersi – ha spiegato il giudice Amedeo Santosuosso – possa dire basta ai trattamenti medici».Chi non ha accettato l’intervento dei giudici è stato il Senato, dove il Pdl ha presentato una mozione, per sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione, ritenendo che la magistratura si stesse sostituendo al potere legislativo. Nel frattempo, migliaia di persone hanno aderito alla manifestazione lanciata da Giuliano Ferrara sulle pagine del Foglio e hanno depositato sul sagrato di piazza Duomo a Milano una bottiglietta d’acqua ciascuno, per testimoniare la volontà di non lasciar morire di sete Eluana.
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Ultras, Maroni: “Stop alle trasferte” Veltroni: “Governo troppo debole”

Roma – “Voglio vederci chiaro e capire di chi sono le
responsabilità. Mi è già arrivata la relazione del questore di Napoli e oggi alle 18 ci sarà la riunione dall’Osservatorio e dopo del
comitato tecnico nominato da me il 15 agosto e che comprende tra gli altri il capo della polizia e i vertici delle forze dell’ordine. Una
riunione che porterà a delle sanzioni anche drastiche se necessario”. Così il ministro dell’interno Roberto Maroni al “Processo di
Biscardi” sugli atti di violenza e teppismo messi in atto ieri da alcuni ultras del Napoli.

Tolleranza zero “Noi non possiamo e non vogliamo tollerare queste cose – prosegue Maroni -. Perché nel calcio così come per quanto riguarda la
sicurezza dei cittadini noi vogliamo attuare la tolleranza zero. Perché i cittadini che vanno allo stadio non possono essere sottomessi
alla pazzia di qualcuno, ma anche per chi non va allo stadio, ma prende il treno perché finite le ferie deve tornare a casa» prosegue
Maroni. “Prenderemo una decisione drastica che non è solo quella di vietare le trasferte in treno, ma di vietare in toto le trasferte di
alcune tifoserie” e poi aggiunge: “Ma quello che è più intollerabile è che questi delinquenti, siamo giudicati e messi subito in libertà”.

L’Osservatorio Dopo “l’apertura di credito” alle tifoserie per la prima giornata di campionato l’Osservatorio ora sarà molto più duro.
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Etnica/Rock

Più che un festival la seconda edizione di MiTo è un insieme di festival: un contenitore che dà spazio a tutte le musiche. E, dunque, anche a rock, elettronica e sonorità etniche. A questo proposito, spicca il ciclo dedicato ai suoni gitani; gruppi da tutto il mondo guideranno gli spettatori in un viaggio dal Rajasthan all’Andalusia passando per l’Europa centrale: tre gli eventi principali (il 7, il 10 e il 12) tutti ospitati dal Teatro Smeraldo. Di gitani Goran Bregovic (al Teatro Manzoni il 15 con l’inseparabile Banda per Matrimoni e Funerali) se ne intende. In tempi recenti, infatti, il gran cerimoniere della musica balcanica versione export ha persino realizzato una pirotecnica opera zingara: «Karmen con lieto fine». Nel programma pop-rock la fanno da padroni gli artisti newyorkesi, di nascita o di adozione. Come il cantante-autore rivelazione britannico Antony Hegarty che promette un’epica performance ai confini del rock (al Teatro degli Arcimboldi il 10). Antony e il suo gruppo (i Johnsons) si esibiranno in prima europea con l’orchestra Milano Classica diretta da Nico Muhly. Sempre agli Arcimboldi sono attesi (il 24) tre numi tutelari del suono della Grande Mela: a dialogare sullo stesso palco l’avanguardista jazz John Zorn e i due «giganti» Lou Reed e Laurie Anderson. In cartellone anche l’opera del compositore Usa Philip Glass basata sulla poetica e le immagini di Leonard Cohen (il 20 agli Arcimboldi); il concerto dell’eccellente musicista islandese Jóhann Jóhannsson (sempre il 20, ma al Teatro Out Off); l’omaggio (il 21 all’Alcatraz) a Domenico Modugno di Peppe Servillo, Furio Di Castri e Vincent Gallo; infine il recital di Ute Lemper (il 21 al Dal Verme).
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Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser Chrome

New York – Google vs Microsoft. Il motore di ricerca più famoso del mondo lancia il gunato della sfida
alla società di Bill Gates e mette da oggi sul mercato in 100 paesi un nuovo
browser chiamato “Google Chrome”.

Versione beta gratuita Il programma è gratuito e
disponibile nella versione “beta”, ovvero di prova, e dunque
modificabile grazie anche al contributo degli utenti. Un
vero e proprio smacco nei confronti di Microsoft. L’obiettivo di
Google è insidiare il primato del colosso di Seattle nel settore dei
programmi legati al collegamento a Internet.

Più semplice e veloce Google Chrome è
realizzato per rendere più semplice e veloce la navigazione online
dopo un lavoro di ricerca e sperimentazione di circa due anni. Un
progetto divenuto più complesso da quando Microsoft ha lanciato
Internet Explorer 7.

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Sequestrato un arsenale di armi Due uomini finiscono in manette

Un arsenale in casa e in auto. Quattro pistole perfettamente funzionanti e pronte all’uso, centinaia di proiettili, caricatori, coltelli, passamontagna e guanti da chirurgo. Non ci vuole un genio per capire che le armi trovate dai carabinieri del comando provinciale Roma sono servite o sarebbero dovute servire per rapine, sequestri di persona, attentati. Due le persone finite in manette in altrettante operazioni dei militari di Ciampino e della compagnia di Anzio, il primo un 50enne dei Castelli Romani, l’altro un 32enne di Ardea che viaggiava, come se niente fosse, con una Beretta semiautomatica calibro 9, otto proiettili calibro 9 parabellum (di quelli in dotazione a polizia e carabinieri), 134 cartucce calibro 9×21 (da guerra), due proiettili 6×35, un coltello a serramanico di tipo proibito e materiale per camuffarsi. Come le calze di nylon, utilizzate da banditi e delinquenti senza scrupoli in azioni criminose. Nel primo caso il 50enne, un personaggio che ha collezionato una sfilza di precedenti penali, nascondeva nel suo appartamento e in garage una pistola semiautomatica calibro 9×21 bifilare completa di caricatore e munizioni, un revolver Colt calibro 357 magnum con relativi proiettili e un revolver calibro 6 con matricola abrasa. Armi particolari queste ultime due, utilizzate in genere per attentati di un certo spessore in quanto non lasciano tracce. Il bossolo, difatti, nel caso di una rivoltella viene trattenuto all’interno del tamburo e non viene espulso come succede per le semiautomatiche.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287328