Vittime non del terremoto ma di un intero sistema sbagliato

E si continua a fare disinformazione anche per colpa di chi, pur avendone le reali competenze non ha la capacità di saper esprimere ‘alla portata’ di tutti, il vero problema, come nel caso di Paolo Stefanelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che, ospite di Porta a Porta ha gettato nel ridicolo l’intera categoria professionale.È il momento quindi di mettere un po’ d’ordine alle idee, cercando di dare un senso pratico a chi non è del mestiere.

Dal 1996 ad oggi, nel frattempo si è assistito al riordino delle Facoltà di Ingegneria ed Architettura, si sono stabiliti i criteri ordinistici di separzione all’interno degli albi professionali tra quelli laureati con il vecchio ordinamento e quelli con il nuovo, si sono introdotte le società di ingegneria rette da capitale economico e non basate su reali competenze professionali e colpo finale, per mano di Bersani si è dato il via alla liberalizzazione dell’attività professionale.

Tutto ciò ha comportato uno svilimento del sistema formativo universitario, l’impreparazione professionale, la mancanza di riscontro economico legato alla prestazione e dunque una diminutio nella qualità di progettazione, che risulta essere messa alla prova con la concorrenza spesso sleale che attuano i dipendenti statali con il doppio lavoro (non autorizzato) ed infine la continua evoluzione di software di calcolo al quale spesso, per negligenza, i progettisti si affidano senza verificare i risultati.

Ecco ancora che si continua a parlare impropriamente di terremoto e di instabilità delle costruzioni confondendo il concetto di ’struttura portante’ che è il telaio per le costruzioni in cemento armato e l’intera muratura compatta per gli edifici storici.

Fonte:
http://www.articolo21.info/5174/editoriale/vittime-non-del-terremoto-ma-di-un-intero-sistema.html

Così i frati non aiutano il Vangelo: la carità non converte i musulmani

Un campeggio musulmano nel convento francescano di Sassoferrato forse non è che un piccolo episodio fra i tanti che testimonia la rinuncia della Chiesa a far vivere il Vangelo. I Francescani vantano il loro spirito di carità (oggi si chiama «accoglienza», «dialogo») ma sanno benissimo che lo spirito di carità non converte i musulmani al cristianesimo e che fra poco il Vangelo morirà a causa della morte dei suoi «portatori». Questa è la durissima verità cui devono riflettere oggi i Religiosi, francescani e non francescani, cui devono riflettere tutti i cristiani, sia i politici che i semplici sudditi, ma soprattutto deve riflettere la Chiesa: o ci si impegna a predicare il Vangelo oppure lo spirito di carità dei Francescani contribuirà a farlo sparire più presto.Il cristianesimo è in grave crisi. Il cattolicesimo in particolare mostra ferite profonde, sia a livello di credenti, sia e ancor più nelle sue strutture portanti, quelle strutture che fin quasi dalle origini hanno permesso alla Chiesa di radicarsi in Europa e di farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Parlo, ovviamente, degli Ordini religiosi, dai Benedettini ai Francescani, ai Domenicani, ai Gesuiti, che vedono oggi i loro noviziati quasi del tutto deserti; parlo del clero diocesano che, non soltanto è sempre meno numeroso, ma è privo di mordente, ripiegato stancamente su parole logorate dall’uso e vuote di contenuto.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287200

“British Airways considera una partnership”

New York – British Airways
starebbe considerando una partnership con Alitalia. Lo riporta il Wall Street Journal nella sua versione on line citando
fonti vicine al dossier. British diventa così «l’ultima compagnia europea – scrive il quotidiano – a interessarsi per una
parte della insolvente compagnia italiana».
Air France-Klm ha già dichiarato che potrebbe acquisire una quota di minoranza nella compagnia. Anche
Lufthansa, che ha già in essere una alleanza con Air One, sta considerando una partnership con Alitalia. British
Airways, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, si è aggiunta alla lista la scorsa settimana: l’idea sarebbe
quella di creare una partnership industriale, anche se non è chiaro se la compagnia inglese possa acquistare o
meno una quota.
«L’interesse delle tre rivali in Alitalia, per lungo tempo considerata l’albatros dell’industria aerea europea, riflette la
necessità di consolidamento della frammentata industria aerea europea. British, Air-France e Lufthansa stanno
cercando di non lasciarsi sfuggire compagnie di seconda fila che sono in cerca di investitori, anche considerando
potenziali partnership con società che hanno evitato in passato».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287356

Il prezzo del petrolio in picchiata: verso i 100 dollari al barile

New York – Il petrolio non ferma la discesa e va
sotto 106 dollari; il nuovo minimo è a 105,46. I futures a
questo punto potrebbero correre in giornata verso i cento
dollari.

L’effetto Gustav Il petrolio ha così infranto una
resistenza importante, posta appunto a 110 dollari, con la
conseguenza che a questo punto i futures potrebbero scendere
rapidamente fino a cento dollari. Il ribasso è stato dovuto al
ridimensionarsi dell’effetto-Gustav, cioè dei timori legati al
passaggio dell’ uragano. Ma al tempo stesso la quotazione del
greggio sta calando in concomitanza con le debolezza dell’ euro,
oggi ad un passo dallo scendere sotto 1,45 dollari.
Oltre a questo pesano le previsioni ’nerè circa le
prospettive dell’ economia mondiale, in particolare la
possibilità di un forte rallentamento delle economie emergenti
che hanno sospinto all’ insù vistosamente negli ultimi tempi i
prezzi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287364